Capitolo 7 – Una truffa mediatica colossale

In trasmissione a Rai News, replicai al ministro sia con riferimento alla chiusura degli uffici di Polizia che alle promesse che ci aveva fatto poco prima.

Il 12 aprile 2014,  alcuni quartieri di Roma erano stati messi a ferro e fuoco per ore da un gruppo di professionisti del disordine pubblico (ufficialmente «Movimento per la casa») che, con molotov, spranghe, fionde, biglie e quant’altro avevano messo in seria difficoltà e in pericolo le forze di polizia. In quel contesto, un collega che aveva fermato una facinorosa, le salì sull’addome realizzando quella che divenne la celebre «pedata». La vergogna non era che una banda di mascalzoni patentati aveva scorrazzato per le vie di Roma danneggiando la proprietà privata, bensì colui che aveva osato «alzare il piede» contro una lanciatrice di molotov.

Editoriale di Gian Marco Chiocci sulla vicenda dal titolo “Il Signor Capo della Polizia e i Cretini”

chiocci190414

Lettera su “IL TEMPO” Noi poliziotti al massacro per difendere la gente

tempo180414

 

 

La celebre foto scattata in Val di Susa nella quale una «No Tav» leccava la visiera di un poliziotto:  era diventata stereotipo di positività, mentre io l’avevo definita «stereotipo di stupidità di un sistema».  Un operatore di polizia, in un contesto di guerriglia come il cantiere della Val di Susa, è liberamente avvicinabile da una persona che, mentre gli lecca la visiera, potrebbe infilargli un coltello in mezzo alla costole. Possibile che il poliziotto buono sia quello che subisce passivamente consentendo comportamenti illeciti e pericolosi a proprio rischio?

Leave a comment