ECCO CHI SONO DAVVERO I GRILLINI CHE VOGLIONO AL ROGO LE FORZE DELL’ORDINE

Rifondazione populista. Si. Perché a cosa abbiamo assistito in questi anni? Ad una vera e propria infiltrazione di sinistrorsi, in quello che si fa chiamare il ‘Non partito’ e predica l’onestà. Sicuramente, non quella intellettuale
Abbiamo raccolto un po’ di materiale e vorremmo mostrarvelo
Iniziamo dalla questione Zeno Rocca
Zeno Rocca è un militante dei centri sociali padovano, attivista No Tav, condannato per calunnia la scorsa estate, poiché aveva falsamente accusato un agente del Reparto Mobile di averlo pestato e di avergli rotto una costola. A salvare l’agente dalle false accuse, furono le telecamere delle celle di sicurezza che ripresero Zeno Rocca intento a fare delle flessioni.
Sulla vicenda si era espresso il senatore del M5S Marco Scibona, rimarcando la presunta inaudita violenza dei miei colleghi e dando credito alla versione dell’antagonista Zeno Rocca, ampiamente smentita dalle telecamere e punita dalla Magistratura.
Perché senatore, Scibona? Perché questi preconcetti nei confronti delle Forze dell’Ordine, tanto da non verificare le notizie e ascoltare entrambe le versioni? Bé, ve lo diciamo noi. Marco Scibona, 50 anni, è un’attivista No Tav, come testimoniano le foto che alleghiamo. Presente a diversi presidi e manifestazioni, proprio come il ‘compagno’ Zeno Rocca.

SCIBONA NO TAV

Marco Scibona durante un presidio


Passiamo al secondo personaggio della nostra mini inchiesta. Toni De Marchi. Si definisce un giornalista senza fissa dimora e, nel video sottostante, afferma che le forze di Polizia e Forze Armate siano una ‘casta’ che gode di privilegi. Evidentemente, il suo giornalismo attento non lo ha mai portato ad approfondire quella che è la reale condizione delle Forze dell’Ordine e la debilitazione dell’apparato della sicurezza oramai al collasso, grazie alle politiche dei partiti che finanziano il suo giornale, ovvero l’Unità. Infatti De Marchi, se si cerca in rete, è ‘annoverato’ tra i ‘furono giornalisti de l’Unità’, ora passato a Il Fatto Quotidiano, giornale che simpatizza non poco per il Movimento 5 Stelle, di cui il De Marchi è accanito seguace.

DE MARCHI GIORNALISTA UNITA’

DE MARCHI UNITA’


Terzo ed ultimo personaggio (qui la scena si fa interessante) è Vittorio Ferraresi, portavoce alla Camera del Movimento Cinque Stelle. Il Ferraresi, nel video qui sotto, spiega l’astensione del Movimento al momento del voto per la legge sul reato di tortura, poiché a loro avviso sarebbe poco punitiva nei confronti delle Forze dell’Ordine, non ottemperando al principio per il quale la legge è uguale per tutti.
Perché mai, un onorevole appena 30enne, vorrebbe una legge punitiva per gli uomini in divisa? Abbiamo voluto capirci un po’ e… abbiamo capito tutto!
In questa foto, sono ritratti Vittorio Ferraresi (di Ferrara) in compagnia dell’avvocato Fabio Anselmo, noto alle cronache per i suoi processi mediatici contro le divise e, forte sostenitore dell’introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento.

Fabio Anselmo e Vittorio Ferraresi

REATO DI TORTURA FABIO ANSELMO E VITTORIO FERRARESI

FERRARESIANSELMO


Infine, visto che parliamo di politica, sono pienamente consapevole del fatto che il blocco degli stipendi per il personale del comparto sicurezza e difesa, è stato avviato con il Governo Berlusconi- Tremonti, ma sono altrettanto consapevole del fatto che è stato reiterato da tutti i Governi successivi e, questa, è una cosa ancora più grave.
Noi manifestammo davanti ai cancelli di Arcore nel  dicembre del 2010, contro questo errore importante. L’errore più grande è stato reiterare il blocco, perché se si trattava di limitare una capacità stipendiale, dopo il blocco questa ha comportato una perdita anno per anno fino ad arrivare al 10%. Cosa che non è stata recuperata né con riordino delle carriere né con il contratto.

La scelta che io ho fatto è stata ben condizionata. Le forze politiche dell’ultima maggioranza hanno fatto carne da macello dell’apparato della sicurezza e degli operatori delle forze dell’ordine che si son trovati senza nessuna tutela. Basti pensare ai disegni di legge sul reato di tortura e sugli alfanumerici, e anche su quelli, ho scritto sia al Senatore Crimi che all’onorevole Lombardi del M5S, come potrete leggere sotto, cliccando sui rispettivi link. Questo Movimento 5 Stelle ci voleva numeri, trattati come i peggiori criminali… tipico dei sinistrorsi del partito dell’Antipolizia e degli allergici alle divise.

LETTERA LOMBARDI M5S

LETTERA CRIMI M5S

 

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